DISTURBO  PARANOIDE

 

    La caratteristica essenziale del Disturbo Paranoide di Personalità è un quadro pervasivo di sfiducia e sospettosità, tanto che le motivazioni degli altri vengono interpretate come malevole. Questo quadro compare nella prima età adulta, ed è presente in una varietà di contesti.

    Le persone con questo disturbo presumono che gli altri le sfruttino, le danneggino o le ingannino, anche quando non vi sono prove che supportino queste aspettative. Sospettano, sulla base di prove insignificanti o inesistenti, che gli altri complottino contro di loro e possano attaccarli improvvisamente, in ogni momento e senza alcuna ragione. Spesso sentono di essere state profondamente ed irreversibilmente ingiuriate da un’altra persona o da persone anche quando non vi sono prove oggettive di ciò. Dubitano, senza una giustificazione, della lealtà e della affidabilità di amici o colleghi, le cui azioni vengono esaminate minuziosamente per evidenziare intenzioni ostili. Ogni deviazione percepita dalla affidabilità e lealtà serve a supportare le loro supposizioni. Sono talmente stupite quando un amico o un collega si mostra leale che non possono fidarsi o credergli. Se si trovano nei guai, si aspettano che gli amici e i colleghi li attaccheranno o ignoreranno i loro problemi.

Disturbo Paranoide di Personalità - Paranoia - Psicologia - Psicoterapia - Firenze    Le persone con questo disturbo sono riluttanti a confidarsi o a entrare in intimità con gli altri, poiché temono che le informazioni vengano usate contro di loro. Possono rifiutare di rispondere a domande personali, dicendo che l’informazione non è “affar loro”. Leggono significati nascosti umilianti e minacciosi in rimproveri o altri fatti benevoli. Per esempio, una persona con questo disturbo può malinterpretare un onesto errore da parte di un commesso di un negozio come un tentativo deliberato di imbroglio, o può vedere un rimprovero scherzoso casuale da parte di un collaboratore come un grave attacco. I complimenti vengono spesso malinterpretati (per es., un complimento su un nuovo acquisto viene interpretato come una critica per il proprio egoismo; un complimento su un talento viene interpretato come un tentativo di costringere a prestazioni maggiori e migliori). Possono vedere un’offerta di aiuto come critica al fatto che non stanno facendo abbastanza bene da soli.

    Le persone con questo disturbo provano costantemente del risentimento, e sono incapaci di dimenticare insulti, offese, o ingiurie che pensano di avere ricevuto. Piccole offese evocano grande ostilità, e i sentimenti ostili persistono per molto tempo. Poiché sono costantemente attenti alle intenzioni nocive degli altri, spesso sentono di essere state attaccate nel ruolo o nella reputazione, o di essere state offese in qualche altro modo. Contrattaccano rapidamente, e reagiscono con rabbia agli insulti percepiti. Le persone con questo disturbo possono essere gelose in modo patologico, spesso sospettano che il coniuge o il partner sessuale sia infedele senza una giustificazione adeguata. Possono raccogliere “prove” banali o circostanziate per supportare le loro convinzioni di gelosia. Possono pretendere di mantenere un controllo completo delle relazioni intime per evitare di essere traditi, e possono costantemente mettere in discussione e in dubbio i luoghi in cui si trova, le azioni, le intenzioni, e la fedeltà del coniuge o partner.

 

 

 

Criteri diagnostici per il Disturbo Paranoide di Personalità

A Diffidenza e sospettosità pervasive nei confronti degli altri (tanto che le loro intenzioni vengono interpretate come malevole), che iniziano nella prima età adulta e sono presenti in una varietà di contesti, come indicato da quattro (o più) dei seguenti elementi:
1 sospetta, senza una base sufficiente, di essere sfruttato, danneggiato o ingannato.
2 dubita senza giustificazione della lealtà o affidabilità di amici o colleghi.
3 è riluttante a confidarsi con gli altri a causa di un timore ingiustificato che le informazioni possano essere usate contro di lui.
4 scorge significati nascosti umilianti o minacciosi in rimproveri o altri eventi benevoli.
5 porta costantemente rancore, cioè, non perdona gli insulti, le ingiurie o le offese.
6 percepisce attacchi al proprio ruolo o reputazione non evidenti agli altri, ed è pronto a reagire con rabbia o contrattaccare.
7 sospetta in modo ricorrente, senza giustificazione, della fedeltà del coniuge o del partner sessuale.

 

 

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