DISTURBO  DI  IDENTITA'  DI  GENERE

 

    Il Disturbo dell’Identità di Genere è caratterizzato da due specifiche componenti necessarie alla sua diagnosi:

1.  una intensa e persistente identificazione col sesso opposto o l’insistenza sul fatto di essere del sesso opposto;

2.   l’identificazione con l’altro sesso non deve essere solo un desiderio per qualche presunto vantaggio culturale derivante dall’appartenenza al sesso opposto. Inoltre deve esserci prova di un persistente malessere riguardo alla propria assegnazione sessuale, oppure un senso di estraneità riguardo al ruolo di genere del proprio sesso.

    Nei maschi, l’identificazione col sesso opposto si manifesta con un eccessivo interesse per le tradizionali attività femminili. Essi possono preferire indossare abiti da ragazza o da donna o possono improvvisare questi articoli con i materiali a disposizione quando i capi autentici non sono disponibili. Asciugamani, grembiuli e sciarpe vengono spesso usati per raffigurare capelli lunghi o Disturbo di Identità di Genere - Psicologia - Psicoterapia - Firenzegonne. Esiste una forte attrattiva verso i giochi e i passatempi tipici delle ragazze. Può loro piacere particolarmente giocare alla casa, disegnare belle ragazze e principesse, e guardare programmi o video dei loro personaggi femminili preferiti. Le tipiche bambole con sembianze femminili, come la Barbie, sono spesso i giocattoli preferiti e i compagni di gioco preferiti sono le bambine. Quando giocano “alla casa”, questi bambini recitano ruoli femminili, più comunemente le parti della mamma e sono spesso eccessivamente interessati ai personaggi femminili della loro fantasia. Essi evitano i giochi che implicano contatto fisico e gli sports competitivi, ed hanno scarso interesse per i giocattoli non aggressivi ma tipici dei maschi. Essi possono manifestare il desiderio di essere bambine, o sostenere che quando cresceranno diverranno donne. Possono insistere per urinare seduti e far finta di non avere il pene spingendolo tra le gambe. Più raramente, i maschi con Disturbo dell’Identità di Genere possono sostenere di trovare disgustoso il proprio pene o i testicoli, di volersene sbarazzare, oppure di avere, o di desiderare di avere, una vagina.

   Le ragazze con Disturbo dell’Identità di Genere manifestano intense reazioni negative nei confronti delle aspettative dei genitori o dei tentativi di far loro indossare vestiti o altri capi femminili. Alcune possono rifiutare di frequentare la scuola o altri avvenimenti sociali dove possono essere richiesti tali abiti. Preferiscono l’abbigliamento maschile e i capelli corti, sono spesso scambiate per maschi dagli estranei e possono chiedere di essere chiamate con nomi maschili. Gli eroi della loro fantasia sono molto spesso personaggi maschili potenti, come Batman o Superman. Queste bambine preferiscono giocare coi maschi, con cui condividono l’interesse per gli sports che implicano contatto fisico, per i giochi violenti e per i giochi maschili tradizionali. Vi è scarso interesse per le bambole o per ogni altro tipo di gioco che comporti agghindarsi o rappresentare parti femminili. Una bambina con questo disturbo può talvolta rifiutarsi di urinare in posizione seduta. Può sostenere di avere un pene, o che questo le crescerà, e può non volere che cresca il seno o che vengano le mestruazioni. Può sostenere che quando crescerà sarà un uomo. Queste bambine tipicamente mostrano una notevole identificazione col sesso opposto nella scelta dei ruoli, nei sogni e nelle fantasie

    Gli adulti con Disturbo dell’Identità di Genere sono assorbiti dal proprio desiderio di vivere come un membro dell’altro sesso. Questo pensiero può manifestarsi come un intenso desiderio di adottare il ruolo sociale dell’altro sesso o di acquisire l’aspetto fisico dell’altro sesso tramite manipolazioni ormonali o chirurgiche. Gli adulti con questo disturbo sono infastiditi quando sono considerati dagli altri, oppure quando si comportano nella società, come membri del sesso che è loro assegnato. In vari gradi, essi adottano il comportamento, i vestiti e gli atteggiamenti dell’altro sesso. In privato, queste persone trascorrono molto tempo travestite, cercando di apparire come membri dell’altro sesso. Molte tentano di farsi passare in pubblico per persone dell’altro sesso. Col travestimento e con le cure ormonali (e, per i maschi, con l’epilazione mediante elettrolisi) molte persone con questo disturbo possono passare in modo convincente per persone dell’altro sesso. L’attività sessuale di queste persone con partners dello stesso sesso è di solito limitata dalla preferenza che i partners non vedano e non tocchino i loro genitali. Per alcuni maschi che giungono all’osservazione più tardi (spesso dopo il matrimonio), l’attività sessuale con una donna è accompagnata dalla fantasia di essere lesbiche o che la partner sia un uomo ed essi siano donne.

    Negli adolescenti, le caratteristiche cliniche possono somigliare o a quelle dei bambini o a quelle degli adulti, a seconda del livello di sviluppo della persona. L’adolescente può giungere all’osservazione perché i genitori o gli insegnanti sono preoccupati per l’isolamento sociale o per le prese in giro o il rifiuto da parte dei compagni.

    Il disagio o la menomazione nelle persone con Disturbo dell’Identità di Genere si manifestano in modo differente nel corso della vita. Nei bambini piccoli, il disagio si manifesta tramite la dichiarata scontentezza riguardo alla propria assegnazione sessuale. L’eccessivo coinvolgimento nel desiderio di appartenere al sesso opposto spesso interferisce con le attività ordinarie. Nei bambini più grandi, l’incapacità di sviluppare esperienze e rapporti adeguati per l’età coi compagni dello stesso sesso porta spesso all’isolamento e al disagio, e alcuni bambini possono rifiutare di andare a scuola per le prese in giro o per le pressioni ad indossare abbigliamenti tipici del proprio sesso. Negli adolescenti e negli adulti, l’eccessivo coinvolgimento nel desiderio di appartenere all’altro sesso frequentemente interferisce con le attività ordinarie. Sono comuni difficoltà relazionali e il rendimento a scuola o sul lavoro può essere compromesso.

 

 

 

Criteri diagnostici per il Disturbo di Identità di Genere

A

Una forte e persistente identificazione col sesso opposto (non solo un desiderio di qualche presunto vantaggio culturale derivante dall’appartenenza al sesso opposto.

Nei bambini il disturbo si manifesta con quattro (o più) dei seguenti sintomi:

 

1)

desiderio ripetutamente affermato di essere, o insistenza sul fatto di essere, dell’altro sesso.'

2)

nei maschi, preferenza per il travestimento o per l’imitazione dell’abbigliamento femminile; nelle femmine, insistenza nell’indossare solo tipici indumenti maschili

3)

forti e persistenti preferenze per i ruoli del sesso opposto nei giochi di simulazione, oppure persistenti fantasie di appartenere al sesso opposto

4)

intenso desiderio di partecipare ai tipici giochi e passatempi del sesso opposto

5)

forte preferenza per i compagni di gioco del sesso opposto.

 

Negli adolescenti e negli adulti, l’anomalia si manifesta con sintomi come desiderio dichiarato di essere dell’altro sesso, farsi passare spesso per un membro dell’altro sesso, desiderio di vivere o di essere trattato come un membro dell’altro sesso, oppure la convinzione di avere sentimenti e reazioni tipici dell’altro sesso.

B

Persistente malessere riguardo al proprio sesso o senso di estraneità riguardo al ruolo sessuale del proprio sesso.

Nei bambini, l’anomalia si manifesta con uno dei seguenti sintomi: nei maschi, affermazione che il proprio pene o i testicoli li disgustano, o che scompariranno, o affermazione che sarebbe meglio non avere il pene, o avversione verso i giochi di baruffa e rifiuto dei tipici giocattoli, giochi, e attività maschili; nelle femmine, rifiuto di urinare in posizione seduta, affermazione di avere o che crescerà loro il pene, o affermazione di non volere che crescano le mammelle o che vengano le mestruazioni, o marcata avversione verso l’abbigliamento femminile tradizionale.

Negli adolescenti e negli adulti, l’anomalia si manifesta con sintomi come preoccupazione di sbarazzarsi delle proprie caratteristiche sessuali primarie o secondarie (per es., richiesta di ormoni, interventi chirurgici, o altre procedure per alterare fisicamente le proprie caratteristiche sessuali, in modo da assumere l’aspetto di un membro del sesso opposto) o convinzione di essere nati del sesso sbagliato.

C L’anomalia non è concomitante con una condizione fisica intersessuale.
D L’anomalia causa disagio clinicamente significativo o compromissione dell’area sociale, lavorativa, o di altre aree importanti del funzionamento.

 

 

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